Tutti i pezzi rinviati (o censurati?) dal Corsera prima e dopo Galli della Loggia
Posticipati e cestinati. Non solo Galli della Loggia. Ecco svelato il purgatorio e l’inferno degli editoriali del Corriere della Sera. Nove Colonne che vanta addentellati ovunque è in grado di raccontare in dettaglio il destino (e il cestino) degli articoli previsti per la prima pagina, sia di quelli cassati ma anche di quelli di prossima, ma ritardata, pubblicazione.
10 AGO 20

Posticipati e cestinati. Non solo Galli della Loggia. Comincia da par suo Aldo Grasso. Il primo a essere procrastinato. Il noto critico televisivo, infatti, reo d’aver leso Pino Insegno, risorsa creativa della compagine governativa, si vede congelato un editoriale sull’ennesimo martirio di Michele Santoro. Per un malinteso senso di adesione alla par condicio la direzione ha pubblicato in prima pagina un altro Grasso, Sebastiano, ma con un’attenzione rivolta a ben altra sfumatura: “Le silfidi di Santoro, quando tornerà la Borromeo?”. Quello dell’Aldo, seppur criticato dal cdr, verrà pubblicato il giorno 15 di agosto. Al fine di maturare meglio la riflessione.
Posticipati e cestinati. Non solo Galli della Loggia. Al Purgatorio vanno tutti gli articoli di Pigi Battista. Sempre discolo il Battista, avendo redatto un vibrante commento polemico contro Emma Bonino, se lo vedrà stampato solo a ben precisa data da destinare. Il cdr non ha voluto chiedere notizia alla direzione ma dalla viva voce di De Bortoli siamo venuti a sapere che il pezzo di Battista uscirà il 1° aprile prossimo, nel probabile giorno dei risultati elettorali che è anche la data ultima per il pronunciamento del Tar del Lazio quando sarà assegnata la vittoria postuma della Polverina e sarà purtroppo ormai vano l’endorsment del solito Galli della Loggia a favore della Bonino.
Posticipati e cestinati. Non solo Galli della Loggia. Tutti gli editoriali, come le cambiali, si sa, vengono a scadenza. E grande affollamento perciò c’è nelle rotative con innumerevoli commenti lasciati a suo tempo da Johnny & Riotto detto Gianni. Tutta prosa pregiata che, sebbene l’autore sia convolato presso Il Sole 24 Ore, deve pur essere pubblicata a maggior gloria della munifica liberalità di via Solferino.
Posticipati ma pubblicati. Altro che Galli della Loggia. Il primo è quello che il giovine Johnny scrisse per il terremoto del Belice. Subito dopo, a ruota, ce ne sarà un secondo sull’Irpinia e un terzo ancora sull’alluvione di New Orleans e così via, fino ad arrivare alle interviste anticipatorie agli Inti Illimani scampati al sisma in Cile dove già si presagisce cosa sarebbe diventata la Protezione civile con la nefasta amministrazione di Guido Bertolaso, notorio nemico degli Usa e di Hillary Clinton.
Posticipati e cestinati. Non c’è solo Galli della Loggia a essere congelato. A via Solferino, per dire, c’è tutta una Siberia per Mieli. Se, infatti, il Riotto è pur sempre lanciato su una corsia privilegiata che, dal purgatorio, lo innalza al paradiso, tutto un altro tratturo, invece, è riservato al direttore storico, nonché storico, Paolo Mieli. Nella dura ghiacciaia della dannazione eterna sono stipati gli articoli che non vedranno più il tepore della viva luce delle edicole. Il primo di questi commenti, sempre per dire, quello redatto in occasione dell’ascesa al trono di Federico II, è buttato lì, tra gli iceberg eterni.